Bando: cosa verificare prima di far partecipare un cliente
Quando un cliente perde un contributo, quasi mai è per il progetto: è per un requisito che nessuno ha controllato prima di partire. Questa è la lista dei controlli che lo studio può fare in un'ora, con i dati che ha già, prima di dire al cliente «vai».
La posizione dell'impresa
- DURC, il documento unico di regolarità contributiva che attesta i versamenti INPS e INAIL, regolare alla data della domanda, e di nuovo a ogni erogazione.
- Regolarità fiscale: nessun carico pendente rilevante, nessuna cartella non rateizzata oltre le soglie che il bando indica.
- Nessuna procedura concorsuale in corso o richiesta.
- Impresa non in difficoltà secondo la definizione europea: patrimonio netto non eroso oltre la metà dal capitale sottoscritto, per le società di capitali con più di tre anni.
- Antimafia: sopra le soglie di importo previste, la comunicazione o l'informazione antimafia sono obbligatorie e i tempi vanno messi in conto.
- Iscrizione al Registro delle imprese attiva, con il codice ATECO prevalente (la classificazione dell'attività) aggiornato: molte imprese hanno in visura un codice che non corrisponde più all'attività reale.
Per ogni cliente in lista RadarQuick costruisce un profilo dalla partita IVA, con forma giuridica, ATECO, dimensione e sede, e lo confronta con i requisiti estratti da ogni bando. La verifica di regolarità resta allo studio: è quella che nessun sistema può fare al posto tuo.
Radar Studio per i commercialisti →Micro, piccola o media: con le collegate e le associate
La definizione europea di PMI conta addetti, fatturato e attivo, ma non della sola impresa: si sommano le imprese collegate (controllo, oltre il 50 per cento) per intero e le imprese associate (tra il 25 e il 50 per cento) in proporzione. Un'impresa con venti dipendenti può risultare media, o grande, per via del gruppo di cui fa parte.
- Micro: meno di 10 addetti e fatturato o attivo fino a 2 milioni.
- Piccola: meno di 50 addetti e fino a 10 milioni.
- Media: meno di 250 addetti e fatturato fino a 50 milioni o attivo fino a 43 milioni.
La dimensione cambia intensità di aiuto e ammissibilità: un errore qui non riduce il contributo, lo revoca. I dati per calcolarla sono nell'ultimo bilancio approvato e nell'assetto societario, che lo studio conosce.
Quanto spazio resta sotto il tetto
Se il bando è in regime de minimis, il tetto è di 300.000 euro in tre anni per impresa unica, cioè contando tutte le imprese controllate dallo stesso soggetto. Vanno sommati tutti gli aiuti de minimis ricevuti nei tre anni precedenti, di qualsiasi ente: contributi, crediti d'imposta in de minimis, garanzie, riduzioni di tassi.
Il cumulo è l'altro controllo: sulle stesse spese, due agevolazioni si possono sommare solo se entrambi i bandi lo consentono e entro l'intensità massima prevista. Un credito d'imposta già usato sullo stesso macchinario può rendere inammissibile il contributo, o viceversa.
Il Registro Nazionale degli Aiuti permette di verificare per codice fiscale gli aiuti registrati; la dichiarazione de minimis che il cliente firma resta però sotto la sua responsabilità, e lo studio è chi ha i dati per compilarla bene.
Nella scheda di ogni bando i requisiti, l'intensità del contributo e le spese ammissibili sono estratti dal testo e messi in evidenza, così sai subito se il controllo de minimis serve e quanto pesa.
Cosa viene pagato, da quando, entro quando
- Data di ammissibilità. Nella maggior parte dei bandi le spese sono ammesse solo dopo la presentazione della domanda; in alcuni solo dopo la concessione. Ordini, contratti e acconti firmati prima tolgono l'ammissibilità, spesso all'intero progetto.
- Voci ammesse. Macchinari sì, usato spesso no; consulenze sì, con limiti percentuali; personale a volte, con costi standard; IVA quasi mai, se detraibile.
- Pagamenti tracciabili. Bonifici con causale che richiama il bando, fatture intestate all'impresa, nessun contante e nessuna compensazione.
- Termini di realizzazione. Dodici o diciotto mesi dalla concessione sono la norma; le proroghe non sono automatiche.
- Liquidità. Il contributo arriva a saldo, a volte con un anticipo garantito da fideiussione. L'impresa deve poter pagare tutto l'investimento prima di incassare.
Per i clienti che seguono la pratica su RadarQuick, le spese ammissibili sono nella scheda del bando, il budget della domanda viene costruito voce per voce con l'assistente AI e la rendicontazione resta tracciata nella stessa scheda dopo la concessione.
Gli obblighi che il cliente deve conoscere prima di firmare
- Mantenimento dell'investimento: tre anni dalla conclusione per le PMI nei bandi con fondi europei, con divieto di cessione, delocalizzazione e cambio di destinazione.
- Rendicontazione nei tempi e nelle forme richieste, con conservazione dei documenti per il periodo indicato.
- Controlli in loco e documentali, anche anni dopo.
- Comunicazioni di variazioni: cambio sede, fusione, cessione di ramo d'azienda, riduzione del progetto.
- Obblighi di pubblicità del contributo ricevuto, compresi quelli in nota integrativa.
Un cliente che conosce questi vincoli prima di partire decide meglio, e non torna dallo studio a chiedere perché nessuno glielo aveva detto.
Quando dire di no
Il consiglio più utile che lo studio può dare è a volte «questo bando non fa per te»: quando il de minimis è esaurito, quando l'investimento non era in programma, quando la liquidità non regge l'anticipo, quando l'ATECO in visura non corrisponde. Dirlo prima evita una domanda respinta o, peggio, un contributo revocato.
Il punteggio di compatibilità dice perché un bando riguarda un cliente e perché no, prima che lo studio apra l'avviso. Come organizzare la segnalazione e cosa fare quando il cliente dice sì è nella pagina Come proporre i bandi ai clienti dello studio.
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Dove si controllano gli aiuti de minimis già ricevuti da un cliente?
Nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, consultabile per codice fiscale: riporta gli aiuti concessi e registrati. Non è sempre completo per gli aiuti più vecchi o per quelli di enti che registrano in ritardo, quindi va integrato con i decreti di concessione che il cliente ha in archivio.
Un DURC irregolare blocca la domanda?
Quasi sempre sì, alla verifica formale o al momento dell'erogazione. Alcuni bandi ammettono la regolarizzazione entro un termine, ma non conviene contarci: la posizione contributiva va sistemata prima di presentare la domanda, e ricontrollata prima di ogni erogazione.
Cosa succede se il cliente vende il macchinario finanziato dopo un anno?
Il contributo viene revocato, in tutto o in proporzione al periodo mancante, e va restituito con gli interessi. I bandi con fondi europei chiedono di mantenere l'investimento per tre anni dalla conclusione per le PMI, cinque per le grandi imprese; i bandi nazionali e regionali hanno termini propri, scritti nell'avviso.
Per approfondire: come proporre i bandi ai clienti dello studio · contributi a fondo perduto per le imprese · la guida ai bandi di finanziamento
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