Guida ai bandi · Imprese

Contributi a fondo perduto per le imprese: tipologie, requisiti e come funzionano

«Fondo perduto» è la parola che ogni titolare cerca, ma dietro c'è una famiglia di strumenti diversi, con regole diverse su chi può chiedere, cosa viene pagato e quando. Questa pagina le mette in ordine, per capire in pochi minuti se un bando fa per la tua impresa.

Le parole

Fondo perduto, credito d'imposta, finanziamento agevolato: le differenze

  • Contributo a fondo perduto. Una somma che copre una percentuale delle spese ammesse, di solito tra il 30 e il 60 per cento, e non va restituita. Arriva dopo la rendicontazione, a volte con un anticipo a fronte di garanzia.
  • Credito d'imposta. Non è un pagamento ma una riduzione delle imposte, da usare in compensazione. Spesso automatico, senza graduatoria: si applica se si rispettano i requisiti, con una comunicazione o una certificazione.
  • Finanziamento agevolato. Un prestito a tasso ridotto o zero, da restituire. Spesso abbinato a una quota a fondo perduto nello stesso bando.
  • Garanzia pubblica. Lo Stato garantisce un prestito bancario, rendendolo più facile da ottenere. Non è un contributo: si restituisce tutto.
  • Voucher. Un contributo a fondo perduto piccolo, per una spesa precisa (una consulenza, un software, una fiera), con procedura semplificata.

Molti bandi combinano due strumenti, per esempio un finanziamento agevolato più una quota a fondo perduto. La scheda del bando dice quale parte è quale.

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Per ogni bando compatibile con la tua impresa la scheda riporta la forma dell'agevolazione, l'importo massimo, la percentuale coperta e le spese ammesse, estratti dal testo. Il punteggio ti dice perché il bando è alla tua portata, o perché no.

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Le fonti

Chi eroga i contributi alle imprese

Regioni

La fonte principale per le piccole e medie imprese. Gestiscono i fondi europei di sviluppo regionale con bandi su investimenti produttivi, digitalizzazione, innovazione, efficienza energetica, internazionalizzazione, nuove imprese. Importi da poche decine di migliaia a qualche milione di euro, finestre che si chiudono in settimane.

Ministeri e agenzie nazionali

Il Ministero delle Imprese con incentivi per ricerca e sviluppo, brevetti, nuove imprese, imprenditoria giovanile e femminile; Invitalia come gestore di molti di questi; Simest per l'export. Importi più alti, istruttorie più lunghe.

Camere di commercio

Voucher per digitale, formazione, fiere, consulenze. Importi piccoli, procedure veloci, spesso a sportello fino a esaurimento fondi. Ne parla la pagina Bandi camerali e regionali per le PMI.

Gruppi di azione locale (GAL) e programmi rurali

Per le imprese nelle aree rurali, i GAL pubblicano bandi con fondi agricoli europei, anche per attività non agricole: turismo, artigianato, servizi.

Unione Europea

Programmi a gestione diretta per innovazione e crescita, aperti alle PMI quasi sempre in partenariato con altri paesi. Impegnativi, adatti a imprese con progetti di ricerca strutturati.

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Dalla partita IVA e dal sito RadarQuick costruisce il profilo dell'impresa: settore, forma giuridica, dimensione, sede. Ogni bando nuovo, regionale o nazionale, viene confrontato con quel profilo e ti arriva solo se è aperto alla tua impresa, con un punteggio e il motivo.

I requisiti

I requisiti che decidono l'ammissione

  • Dimensione. Quasi tutti i bandi sono riservati alle PMI secondo la definizione europea: meno di 250 addetti e fatturato fino a 50 milioni o attivo fino a 43 milioni. Micro fino a 10 addetti e 2 milioni, piccola fino a 50 addetti e 10 milioni. Si contano anche le imprese collegate e associate.
  • Codice ATECO. È il codice che classifica l'attività dell'impresa nel Registro. Molti bandi ammettono solo alcuni settori, o escludono agricoltura, pesca, commercio. Il codice prevalente deve essere tra quelli ammessi alla data della domanda.
  • Sede. Sede legale o operativa nel territorio di chi eroga, spesso da prima della pubblicazione del bando.
  • Regolarità. DURC regolare (il documento unico di regolarità contributiva, che attesta i versamenti INPS e INAIL), nessuna procedura concorsuale, nessuna difficoltà finanziaria secondo la definizione europea, rispetto delle norme su lavoro e sicurezza.
  • De minimis. Se il bando è in de minimis, il tetto è 300.000 euro di aiuti in tre anni per impresa unica.
  • Cofinanziamento e liquidità. L'impresa anticipa le spese e riceve il contributo dopo. Serve capienza per l'intero investimento.
  • Data di avvio. Le spese sostenute prima della domanda non sono ammesse quasi mai. Ordini e contratti firmati prima tolgono l'ammissibilità all'intero progetto in molti bandi.
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I requisiti sono già estratti in ogni scheda e confrontati con il profilo: dimensione, ATECO, sede, cofinanziamento. Se il tuo commercialista o consulente lavora con te, può entrare sullo stesso account e vedere le stesse schede.

Il percorso

Come funziona un bando a fondo perduto, dalla domanda al pagamento

  1. Pubblicazione e finestra. Il bando esce con una data di apertura e una di chiusura. A sportello, conta l'ordine di arrivo; a graduatoria, contano i punteggi.
  2. Domanda. Su piattaforma, con firma digitale: relazione del progetto, piano delle spese, dichiarazioni, allegati. Una domanda seria richiede giorni, non ore.
  3. Istruttoria. Verifica formale dei requisiti, poi valutazione del progetto. Da uno a sei mesi.
  4. Concessione. Il decreto che assegna il contributo, con l'importo e le condizioni. Da qui partono i termini per realizzare.
  5. Realizzazione e rendicontazione. Le spese vanno fatte nei tempi, pagate con mezzi tracciabili, documentate con fatture e quietanze. La rendicontazione è il punto in cui si perdono più soldi.
  6. Erogazione e controlli. Il contributo arriva a saldo, a volte con un anticipo. L'investimento va mantenuto per alcuni anni, di norma tre per le PMI, e può essere controllato.
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La domanda la scrive l'assistente AI insieme a te, sezione per sezione, a partire da quello che l'impresa fa davvero; gli allegati del bando sono raccolti nella scheda, la checklist ti dice cosa manca e prima dell'invio la domanda viene valutata con i criteri del bando. Dopo la concessione, scadenze e rendicontazione restano tracciate nella stessa scheda.

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Domande frequenti

Fondo perduto significa che non devo restituire nulla?+

Sì, se il progetto viene realizzato come approvato e rendicontato correttamente. Il contributo va restituito, in tutto o in parte, se le spese non vengono sostenute, se l'investimento viene dismesso prima del periodo minimo previsto dal bando o se ai controlli emergono irregolarità.

Posso iniziare a spendere prima di sapere se la domanda è accolta?+

Dipende dal bando. Molti ammettono le spese sostenute dopo la presentazione della domanda, a rischio dell'impresa; altri solo dopo la concessione. Le spese fatte prima della domanda non sono quasi mai ammesse. La data va letta nell'avviso prima di firmare qualsiasi ordine.

Cos'è il de minimis e perché me lo chiedono?+

È il regime europeo che permette agli Stati di dare aiuti alle imprese senza autorizzazione preventiva, entro un tetto: 300.000 euro in tre anni per impresa unica, cioè contando anche le società collegate. Ogni bando in de minimis chiede una dichiarazione degli aiuti già ricevuti, verificabile nel Registro Nazionale degli Aiuti.

Per approfondire: bandi camerali e regionali per le PMI · la guida ai bandi di finanziamento

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