Guida ai bandi · Europa

Partenariati europei: come trovare partner e cosa aspettarsi

Il partenariato è il requisito che ferma più organizzazioni prima ancora di leggere la call: non si sa dove cercare un partner in un altro paese, né cosa si firma quando lo si è trovato. Questa pagina risponde a entrambe le domande.

La ricerca

Dove si trovano i partner

  • Le piattaforme dei programmi. Il portale della Commissione ha una funzione di ricerca partner per ogni call; Erasmus+ ha piattaforme di settore per scuole, formazione degli adulti e gioventù dove le organizzazioni pubblicano proposte e cercano partner.
  • Le banche dati dei progetti finanziati. Ogni programma pubblica i progetti approvati con i nomi dei partner: chi ha già lavorato su un tema simile è il candidato più affidabile, e spesso cerca partner per la call successiva.
  • Le agenzie nazionali e i punti di contatto. Per Erasmus+ le agenzie italiane organizzano seminari di contatto e giornate per la ricerca partner; per gli altri programmi i punti di contatto nazionali fanno da tramite.
  • Le reti di settore. Federazioni, reti europee di associazioni, gemellaggi esistenti del Comune, partner commerciali esteri dell'impresa. La relazione che c'è già è la più solida.
  • Gli inviti. Il modo più comune con cui un ente piccolo entra nel primo progetto: un coordinatore con esperienza cerca un partner italiano e lo trova su una piattaforma o tramite un contatto.

Il consiglio pratico: pubblicare una scheda dell'organizzazione sulle piattaforme prima di avere una call in mente, con attività, competenze e temi. Gli inviti arrivano a chi si trova.

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Per i partner italiani, la ricerca è sulla piattaforma: chi ha bisogno di un partner per un bando lo cerca tra le organizzazioni presenti, con un ranking di compatibilità sul bando e il motivo. Con il piano Gratuito ricevi le richieste di chi cerca un partner come te e puoi accettare l'invito senza abbonarti.

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La scelta

Come si sceglie un partner, e come si viene scelti

Un buon partenariato è un insieme di ruoli, non di loghi. Prima di dire sì a un partner, o di proporsi, tre verifiche:

  1. Ha una competenza che al progetto serve? Un partner che fa quello che fai già tu è un costo; uno che porta un pezzo mancante è un valore anche in valutazione.
  2. Ha già fatto progetti europei? Un consorzio con almeno un partner esperto supera la prova amministrativa. Un consorzio di soli principianti spesso non arriva alla firma.
  3. Risponde alle email? Sembra banale: un partner che nella fase di scrittura tarda una settimana a rispondere, nella fase di rendicontazione sparisce.

Per farsi scegliere valgono le stesse regole al contrario: una scheda chiara di quello che l'organizzazione sa fare, una risposta rapida, un referente con nome e cognome.

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Chi crea il partenariato sulla piattaforma vede per ogni possibile partner la compatibilità con il bando, la complementarità con la propria organizzazione e i rischi, motivati dall'assistente AI. La scelta resta a chi coordina.

L'accordo

Cosa si firma: lettera di intenti e accordo di partenariato

Alla domanda basta di solito una lettera di intenti o un mandato: il partner dichiara di aderire al progetto e autorizza il coordinatore a presentarlo. Dopo l'approvazione si firma l'accordo di partenariato, il documento che regola tutto il resto:

  • Compiti di ciascun partner, con le attività e i risultati attesi.
  • Budget per partner e tempi dei trasferimenti dal coordinatore.
  • Rapporti intermedi e finali: chi scrive cosa, entro quando.
  • Proprietà dei risultati, licenze d'uso, visibilità e comunicazione.
  • Cosa succede in caso di ritardi, inadempienze, ritiro di un partner.
  • Lingua di lavoro, riunioni, decisioni.

Molti programmi mettono a disposizione un modello. Va compilato con cura anche tra partner che si fidano: l'accordo serve nell'anno in cui le persone cambiano e i ricordi divergono.

Con RadarQuick

Il partenariato creato sulla piattaforma tiene insieme scheda del bando, candidatura, stato di ogni partner e scadenze. Dopo la vittoria, la rendicontazione ha una voce comune e una per ciascun partner, così ognuno vede la propria parte.

I ruoli

Cosa fa il coordinatore, cosa fanno i partner

Il coordinatore

Presenta la domanda, firma il contratto con l'agenzia, riceve e distribuisce i fondi, raccoglie i contributi ai rapporti, risponde di tutto il progetto. Ha una quota di budget per il coordinamento e il rischio più alto.

I partner

Realizzano le attività assegnate, tengono la documentazione della propria parte, partecipano alle riunioni, consegnano i contributi ai rapporti nei tempi. Rispondono al coordinatore, non all'agenzia.

Per un ente al primo progetto, essere partner è la posizione giusta: si impara il programma, si costruiscono relazioni e si arriva al progetto successivo con una referenza. Coordinare ha senso dal secondo o terzo progetto, su un partenariato piccolo.

Gli errori che fanno fallire un consorzio

  • Partner di comodo aggiunti per raggiungere il numero minimo, senza compiti reali.
  • Budget deciso dal coordinatore da solo, scoperto dai partner a domanda inviata.
  • Un referente per partner che cambia tra la domanda e l'avvio.
  • Nessun accordo scritto perché «ci conosciamo».
  • Riunioni solo quando c'è un problema: il progetto europeo vive di calendario.
Con RadarQuick, dal piano Avanzato

La proposta la scrive l'assistente AI insieme al coordinatore, in inglese per le call europee, con la struttura e i criteri della call; i partner seguono la stessa scheda e lo stato del partenariato sulla piattaforma. Prima dell'invio viene valutata dal punto di vista di chi la leggerà.

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Domande frequenti

Quanti partner servono?+

Il minimo lo fissa la call: due organizzazioni di due paesi per i partenariati piccoli, tre o più per le call collaborative. Il numero giusto è quello che copre le competenze del progetto: ogni partner in più è una firma, un budget e un rapporto in più da gestire. Meglio tre partner con un ruolo chiaro che sei aggiunti per fare numero.

Un partner può ritirarsi dopo la domanda?+

Può succedere, e la call prevede la procedura: il coordinatore comunica il ritiro, propone un sostituto o ridistribuisce le attività, e l'agenzia approva la modifica. Un accordo di partenariato con clausole chiare sul ritiro rende il passaggio meno doloroso.

Chi riceve i soldi?+

Il coordinatore, che li trasferisce ai partner secondo le quote e i tempi dell'accordo di partenariato. In alcuni programmi ogni partner riceve la propria quota direttamente. In entrambi i casi il coordinatore risponde all'agenzia per l'intero progetto, compresa la parte fatta dagli altri.

Per approfondire: bandi europei per piccole organizzazioni · bandi per associazioni · la guida ai bandi di finanziamento

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