Bandi per associazioni: quali esistono, chi li pubblica e come capire se uno conviene
Per un'associazione i bandi sono la fonte di risorse più grande dopo le quote dei soci, e la più trascurata: escono da decine di enti diversi, con regole diverse, e nessuno li manda a casa. Questa pagina spiega da dove arrivano, cosa chiedono e come non perdere tempo su quelli sbagliati.
Chi può partecipare: la forma giuridica conta più del progetto
Ogni bando indica i soggetti ammessi, e per gli enti non profit la lista è più articolata di quanto sembri. I termini che trovi negli avvisi:
- ETS, enti del Terzo Settore: tutte le organizzazioni iscritte al Registro unico nazionale (RUNTS). È la dicitura più usata dai bandi pubblici dopo la riforma.
- APS e ODV: associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato, sezioni specifiche del RUNTS. Alcuni bandi sono riservati solo a una delle due.
- Cooperative sociali e imprese sociali: enti del Terzo Settore con attività d'impresa, ammesse ai bandi per ETS e a molti bandi per imprese.
- Associazioni non riconosciute senza iscrizione al RUNTS: escluse dai bandi riservati al Terzo Settore, ammesse a molti avvisi comunali per cultura, sport e attività ricreative.
- Fondazioni e associazioni riconosciute: ammesse quasi ovunque, ma con requisiti sul bilancio e sugli organi.
La regola pratica: se il tuo ente non rientra tra i soggetti ammessi, il progetto non viene nemmeno letto. È il motivo più comune per cui le candidature delle associazioni piccole vengono scartate.
La forma giuridica è la prima cosa che il profilo registra, dal sito, dal codice fiscale o da due righe di descrizione. Ogni bando viene confrontato con quel profilo: un'associazione non riceve bandi pensati per le imprese, e per ogni bando compatibile vedi un punteggio con il motivo. Entro un'ora dal profilo hai i primi risultati.
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Le fonti sono cinque, e ognuna ha un modo diverso di funzionare.
Regioni
Sono la fonte più ricca. Pubblicano avvisi per il Terzo Settore con i fondi statali del Codice del Terzo Settore, bandi tematici su welfare, giovani, cultura, ambiente, sport, e avvisi di co-progettazione in cui l'ente pubblico e le associazioni costruiscono insieme un servizio. Le scadenze sono fisse e spesso brevi, tra le tre e le sei settimane dalla pubblicazione.
Comuni e ambiti territoriali
Contributi per attività ordinarie, eventi, gestione di spazi, servizi sociali di prossimità. Importi più piccoli, procedure più semplici, requisiti meno stretti: spesso basta la sede o l'attività nel territorio comunale.
Fondazioni di origine bancaria e di comunità
Bandi annuali su temi definiti, quasi sempre legati a un territorio preciso. Sono la fonte privata più importante per gli enti piccoli e hanno regole proprie, diverse da quelle pubbliche. Ne parla la pagina Bandi delle fondazioni bancarie: come funzionano.
Ministeri e agenzie nazionali
Avvisi per progetti di rilievo nazionale, quasi sempre con partenariato obbligatorio tra più enti e importi alti. Richiedono struttura ed esperienza di rendicontazione.
Unione Europea
Erasmus+, CERV, programmi per cultura e inclusione. Aperti anche agli enti piccoli, ma sempre in partenariato con organizzazioni di altri paesi, in inglese e con tempi lunghi.
Non devi seguire le cinque fonti una per una: i bandi nuovi arrivano già confrontati con il tuo ente. Se un bando richiede un partner, lo cerchi tra le organizzazioni presenti sulla piattaforma; con il piano Gratuito ricevi comunque le richieste degli altri enti che cercano un partner per un bando.
Le tipologie di contributo che un'associazione può ottenere
- Contributi a progetto. La forma più diffusa: finanziano un'attività nuova, con obiettivi, durata e budget definiti. Il contributo copre una percentuale delle spese, il resto è cofinanziamento.
- Contributi per l'attività ordinaria. Più rari, quasi sempre comunali: sostengono quello che l'ente fa già, con importi piccoli e rendicontazione leggera.
- Co-progettazione. L'ente pubblico non compra un servizio ma lo costruisce insieme alle associazioni, che poi lo gestiscono con risorse pubbliche. Prevista dal Codice del Terzo Settore, sempre più usata dai Comuni.
- Contributi per sedi e attrezzature. Ristrutturazione di spazi, acquisto di mezzi e strumenti. Spesso di fondazioni bancarie o regionali, con obbligo di mantenere il bene per alcuni anni.
- Premi e riconoscimenti. Somme assegnate a progetti già realizzati o a idee, senza rendicontazione analitica. Importi contenuti, concorrenza alta.
Il 5 per mille e l'8 per mille non sono bandi: sono entrate che dipendono dalle scelte dei contribuenti e richiedono solo l'iscrizione negli elenchi.
In ogni scheda la tipologia di contributo, l'importo massimo, la percentuale coperta e la quota di cofinanziamento sono già estratti dal testo del bando, insieme alle spese ammissibili. Li leggi in un minuto invece che in quaranta pagine di avviso.
I requisiti che decidono l'ammissione
Oltre alla forma giuridica, i bandi per associazioni chiedono quasi sempre alcune condizioni. Vale la pena averle chiare prima di leggere qualsiasi avviso:
- Iscrizione al RUNTS o a un registro regionale, con la sezione giusta.
- Anzianità: uno o due anni di attività dalla costituzione, con statuto registrato.
- Bilancio approvato dell'ultimo esercizio, a volte degli ultimi due.
- Sede o attività nel territorio di chi pubblica il bando: regione, provincia, comune, o l'area di una fondazione.
- Cofinanziamento, in denaro o, quando il bando lo ammette, in lavoro volontario conteggiato come cofinanziamento.
- Partner obbligatori: un ente pubblico, una scuola, un altro ETS.
- Regolarità contributiva e fiscale se l'ente ha dipendenti.
Manca uno di questi e la candidatura si ferma alla verifica formale, prima della valutazione del progetto. È la parte dell'avviso da leggere per prima, ed è scritta nelle pagine che nessuno legge.
I requisiti sono estratti da ogni bando e confrontati con il profilo dell'ente. Il punteggio di compatibilità ti dice perché sì o perché no prima che tu apra il formulario, e dal piano Avanzato la checklist dei documenti richiesti ti mostra cosa manca.
Come capire in fretta se un bando conviene
Un'associazione con una persona a mezzo servizio sui bandi non può candidarsi a tutto. Quattro domande, in ordine, bastano per decidere:
- Siamo tra i soggetti ammessi? Se no, chiudi l'avviso.
- Il bando finanzia qualcosa che faremmo comunque? Un progetto inventato per inseguire un bando costa più di quanto rende e si vede in valutazione.
- Abbiamo il cofinanziamento e la liquidità per anticipare? Il contributo arriva a tranche, l'ultima a rendicontazione approvata.
- C'è il tempo per scrivere bene? Una candidatura seria richiede giorni di lavoro, tra testo, budget e allegati.
Se le risposte sono quattro sì, vale la pena. Da lì il lavoro è scrivere una candidatura che regga la valutazione: come si fa è spiegato nella guida ai bandi.
Se il bando conviene e non sai da dove partire, l'assistente AI ti propone fino a tre idee di progetto costruite su quello che il tuo ente fa davvero. Scegli quella che ti convince e la bozza della candidatura la scrive l'AI insieme a te, sezione per sezione, con una valutazione prima dell'invio.
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Un'associazione non iscritta al RUNTS può partecipare ai bandi?
Ad alcuni sì, a molti no. I bandi pubblici riservati al Terzo Settore e la maggior parte di quelli delle fondazioni chiedono l'iscrizione al RUNTS, o almeno la domanda presentata. I bandi comunali per attività culturali o sportive spesso accettano anche associazioni non iscritte. È il primo requisito da leggere nell'avviso.
Quanto costa partecipare a un bando?
Partecipare non costa nulla, ma quasi tutti i bandi chiedono un cofinanziamento: una quota del progetto, di solito tra il 10 e il 30 per cento, che l'ente mette con risorse proprie o con lavoro volontario, se l'avviso lo ammette. Il contributo poi arriva in parte all'avvio e in parte a rendicontazione chiusa, quindi serve liquidità per anticipare le spese.
Quanti bandi escono in un anno per un'associazione?
Dipende dal territorio e dal settore, ma tra Regione, Comuni, fondazioni e ministeri un ente medio ne vede passare decine. Il problema non è la quantità: è capire quali dei tanti sono aperti proprio al tuo ente e valgono il tempo di una candidatura.
Per approfondire: i bandi delle fondazioni bancarie e di comunità · la guida ai bandi di finanziamento
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