Guida ai bandi · Università e ricerca

Bandi per università e centri di ricerca: le fonti, i requisiti, come scegliere le call

In un dipartimento le call le seguono i ricercatori, tra didattica e laboratorio. Le fonti sono tante e parlano lingue diverse: il ministero, Bruxelles, la Regione, le fondazioni. Questa pagina le mette in fila, con quello che ciascuna chiede davvero.

Le fonti

Chi finanzia la ricerca, e con quali strumenti

Ministero dell'Università e della Ricerca

I bandi nazionali per la ricerca di base e applicata: i progetti di rilevante interesse nazionale, i fondi per giovani ricercatori, i programmi per infrastrutture e dottorati. Riservati a università ed enti pubblici di ricerca, con valutazione tra pari e finestre annuali o biennali.

Unione Europea: Horizon Europe

Il programma quadro per la ricerca. Tre strade diverse: le borse individuali per ricercatori di eccellenza, con un solo responsabile e libertà di tema; le azioni di mobilità e formazione dei ricercatori; le call collaborative su temi definiti, che richiedono consorzi di più paesi. Tutto in inglese, con un portale unico per domanda e rendicontazione.

Regioni

Con i fondi europei di sviluppo regionale finanziano ricerca e sviluppo in collaborazione tra università e imprese, laboratori, infrastrutture, trasferimento tecnologico. Sono i bandi in cui l'università partecipa più spesso come partner di un'impresa capofila. Ne parla la pagina Ricerca collaborativa università-imprese.

Fondazioni

Le fondazioni di origine bancaria e alcune fondazioni di ricerca finanziano progetti scientifici, borse e attrezzature, con bandi tematici annuali e un legame forte con il territorio. Meno formali dei bandi pubblici, spesso più rapidi.

Altri programmi europei e internazionali

Erasmus+ per l'istruzione superiore e le partnership; i programmi di cooperazione territoriale; le agenzie e le fondazioni internazionali di settore. Ognuno con portali, regole e calendari propri.

Con RadarQuick

Il profilo può descrivere un intero ateneo, un dipartimento o un gruppo di ricerca: dal sito, dalle pubblicazioni o da due righe di descrizione. Ogni call nuova viene confrontata con quel profilo e ti arriva con un punteggio di compatibilità e il motivo, che venga dal ministero, da Bruxelles, dalla Regione o da una fondazione.

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I requisiti

Cosa chiedono i bandi per la ricerca

  • Eleggibilità dell'ente. Università, ente pubblico di ricerca, organismo di ricerca privato senza scopo di lucro: ogni bando ha la sua lista, e un centro privato con attività commerciale può restare fuori o dover separare i conti.
  • Registrazione nei portali. Per i programmi europei l'ente deve essere registrato nel portale della Commissione, con un codice identificativo e un rappresentante legale nominato. Si fa una volta, ma non si fa in un giorno.
  • Consorzio. Le call collaborative chiedono un numero minimo di partner di paesi diversi, spesso con almeno un'impresa o un utilizzatore finale.
  • Cofinanziamento. Nei programmi europei per la ricerca le università sono spesso finanziate per intero, ma nei bandi regionali e nazionali la quota propria c'è, in denaro o in personale strutturato.
  • Costi ammissibili. Personale con costi orari documentati, attrezzature per la quota di ammortamento, missioni, servizi; spese generali forfettarie in molti programmi. Le regole cambiano da bando a bando e la rendicontazione va pensata prima di scrivere il budget.
  • Etica e dati. Autovalutazione etica, gestione dei dati della ricerca, accesso aperto alle pubblicazioni: nei bandi europei sono parte della proposta, non un allegato.
Con RadarQuick

In ogni scheda i soggetti ammessi, il consorzio richiesto, il cofinanziamento e i costi ammissibili sono estratti dal testo della call. Il punteggio ti dice perché il tuo gruppo rientra o perché no, prima che tu apra il portale.

La scelta

Come scegliere le call su cui investire tempo

Una proposta collaborativa europea costa settimane di lavoro a più persone; una regionale, giorni. Le percentuali di successo vanno dal dieci per cento delle call più ambite a molto di più nei bandi territoriali. Conviene ragionare in portafoglio:

  1. Un tema, non un bando. Parti da una linea di ricerca che il gruppo porta avanti comunque e cerca le call che la finanziano, non il contrario. Un progetto piegato al tema della call si riconosce in valutazione.
  2. Alterna scale diverse. Un bando di fondazione o regionale finanziato mantiene il gruppo attivo mentre si costruisce il consorzio per una call europea.
  3. Entra come partner prima che come capofila. Nei consorzi europei il coordinatore porta la responsabilità amministrativa: partecipare come partner in due o tre progetti insegna le regole senza il rischio.
  4. Conta i tempi interni. Firme, validazioni, lettere di impegno dei partner: nella settimana prima della scadenza serve solo rileggere, non raccogliere documenti.
Con RadarQuick, dal piano Base

Oltre al profilo, puoi descrivere un progetto specifico (una linea di ricerca, un'attrezzatura, un dottorato da finanziare) e RadarQuick cerca i bandi adatti a quella esigenza, indipendentemente dal profilo generale. Fino a tre progetti con il piano Base, cinque con l'Avanzato.

La proposta

Scrivere la proposta: dove si perdono i punti

  • Eccellenza senza impatto. Le call collaborative valutano anche a cosa serve la ricerca e chi la userà. Una proposta scientificamente forte e vaga sull'impatto si ferma a metà classifica.
  • Consorzio d'occasione. Partner messi insieme per rispettare il numero minimo, senza un ruolo chiaro. I valutatori lo vedono nella tabella dei compiti.
  • Budget scollegato dal piano di lavoro. Mesi-persona che non tornano con le attività, attrezzature non giustificate, spese generali sbagliate.
  • Criteri ignorati. Ogni programma pubblica i criteri e i pesi. Una proposta che non risponde punto per punto lascia al valutatore il lavoro di cercare le risposte, e il valutatore non lo fa.
  • Inglese approssimativo. Nelle call europee la lingua è parte della valutazione implicita: una proposta che si legge male sembra pensata male.
Con RadarQuick, dal piano Avanzato

La bozza della proposta la scrive l'assistente AI insieme a te, sezione per sezione, seguendo la struttura e i criteri della call; per i bandi europei può scriverla direttamente in inglese, mentre i commenti e la revisione restano in italiano. Prima dell'invio viene valutata con i criteri del bando, dal punto di vista di chi la leggerà. Se una call non è ancora nel sistema, la carichi tu e ottieni la stessa analisi.

Le funzionalità di RadarQuick →

Domande frequenti

Un singolo gruppo di ricerca può presentare domanda, o serve l'ateneo?+

Il beneficiario giuridico è quasi sempre l'ateneo o l'ente di ricerca, ma la proposta la scrive e la firma scientificamente il responsabile del gruppo. Servono la validazione dell'ufficio ricerca, la firma del rappresentante legale e, nei bandi europei, la registrazione dell'ente nel portale della Commissione. I tempi interni vanno messi in conto: una settimana prima della scadenza è spesso già tardi.

Quali sono le percentuali di successo?+

Basse nei programmi più ambiti: nelle call collaborative di Horizon Europe e nelle borse individuali del Consiglio europeo della ricerca (ERC) viene finanziata una proposta su otto o dieci, a volte meno. Più alte nei bandi regionali e in quelli delle fondazioni, dove la concorrenza è territoriale. Per questo conviene distribuire lo sforzo su più fonti, non solo su Bruxelles.

Un centro di ricerca privato può accedere agli stessi bandi delle università?+

A molti sì: Horizon Europe, i bandi regionali per ricerca e sviluppo e molte fondazioni ammettono organismi di ricerca pubblici e privati, purché senza scopo di lucro o con contabilità separata per l'attività economica. I bandi ministeriali riservati alle università e agli enti pubblici di ricerca restano esclusi.

Per approfondire: ricerca collaborativa università-imprese · bandi europei per piccole organizzazioni · la guida ai bandi di finanziamento

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