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Inviare la candidatura: cosa controllare nei 10 minuti prima di cliccare invio

Allegati, budget, sezioni incomplete: i punti che fanno scartare una proposta ancora chiusa.

La candidatura è pronta, o almeno così sembra. Chi lavora con i bandi da anni lo sa: gli errori più costosi non stanno nella scrittura, stanno negli ultimi dieci minuti prima dell'invio, quando si è stanchi e si vuole solo chiudere. Un allegato con il nome sbagliato, un budget che non torna, una sezione lasciata a metà: sono i motivi per cui una proposta viene scartata prima ancora che qualcuno la legga.

La checklist dei dieci minuti

Scorretela nell'ordine. È pensata per andare veloci, non per rallentarvi.

  • La scadenza, confermata oggi. Non quella che avevate in mente due settimane fa: riaprite la pagina ufficiale del bando e rileggete la data. Le proroghe si pubblicano sul sito dell'ente, non arrivano per email.
  • Tutti gli allegati richiesti. Nel passaggio Documenti richiesti della candidatura trovate l'elenco ricavato dal bando e dai suoi allegati: spuntatelo una voce alla volta, fino al «Controllo finale». La lista va letta, non ricordata.
  • Nomi dei file leggibili. Molti portali registrano il nome del file così come lo caricate, e alcuni tagliano quelli lunghi. Un file che si chiama def_FINALE_v3_usaquesta.pdf non vi esclude, ma non vi aiuta. NomeOrganizzazione_TitoloProgetto_Bilancio2025.pdf è già un'altra cosa.
  • Il budget quadra. Il totale delle voci è uguale al contributo richiesto più il cofinanziamento, e allo stesso totale scritto nel formulario. Se il bando fissa una percentuale di cofinanziamento, controllate che sia rispettata. Un'incongruenza numerica, anche piccola, può bastare per l'esclusione.
  • Nessuna sezione a metà. Nei formulari online i campi obbligatori vuoti bloccano l'invio; nei documenti Word o PDF allegati nessuno vi avvisa. Scorreteli dalla prima all'ultima pagina: se trovate «da compilare» o un campo vuoto, fermatevi.
  • I dati dell'organizzazione. Codice fiscale, denominazione, sede legale devono essere identici a quelli dei documenti ufficiali. Confrontateli con il profilo in RadarQuick, perché sono quelli usati per compilare i moduli.

Un passaggio che si salta quasi sempre

Ad esempio: il referente indicato nel formulario è ancora la persona giusta? Tra la prima bozza e l'invio possono passare settimane, e intanto un collega ha cambiato ruolo o numero di telefono. L'ente usa quei dati per comunicare l'esito: se sono sbagliati, la comunicazione non arriva. Vale lo stesso per l'indirizzo email: deve essere una casella che qualcuno legge davvero. Se l'invio va fatto per posta elettronica certificata (PEC), l'AI può preparare anche l'email di trasmissione, sempre dal passaggio Documenti richiesti.

Dieci minuti prima dell'invio sono pochi, ma sono i dieci minuti più utili di tutto il lavoro.

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